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Andrea Marcone

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Studente di Lingue e Civiltà Orientali alla Sapienza, almeno quando non dormo...
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Non costringo nessuno....se ti va, lascia un segno del tuo passaggio, altrimenti sappi almeno che la tua vita ti aspetta lontano da questo schermo.
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Konbanwa!
Son capitata qua per caso nell'intento di trovare qualcuno di Beijing in sto search ^^ ed eri l'unico o quasi che è uscito o.o"
Bello il panda XD
Ti saluto, bye bye~
Nov. 22
Dark Angelwrote:
caro dolce Po..sentivo la tua mancanza e mi sono rifugiata qui..in quella che si può chiamare la tua testa virtuale :) spero di vederti presto..anche solo x il solito caffè..un bacio enorme e lumacoso, la tua sandy
Sept. 15
detto fatto. Ciao!!!
Sept. 3
Rosannawrote:
Ciao mi trovavo a passare di qui e cosi ho deciso di lasciarti un piccolo salutino.... davvero bello il tuo blog... anche io sono affascinata dall oriente... spero di andarci un giorno almeno in giappone...=) un bacio ^^
July 30
ma ceeeeerto!  un bel salutone x il mio amikone..... ciauuuuz!  eh nn scordarti le tue origini.. hi hi hiAnimoticon
July 25

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Se questo è un blog...

"Sono timido e mi bloggo quando parlo..."
October 24

Fattanze rinascimentali

Titolo quantomeno enigmatico, ma quantomai privo di senso e fondamenta. Oggi mi interrogo sulla sommaria ineluttabilità del destino, sempre dopo averne esautorato le proprietà semantiche. Oggi ho deciso, per grazia non divina ma egocentrica, di riconoscere per assurdo una predestinazione univoca del cammino di vita di un essere umano. Che cosa stupida. Avrei già scritto quello che sarebe dovuto essere scritto, invece tendo a soffocare, se mi si passa il termine vista la modalità espressiva, le parole per l'eccesso di ignoranza; ignoranza non in termine dispregiativo, quello lo lascio a me per commenti privati tra i miei ego, ma nell'effettivo significato del termine, ovvero l'atto dell'ignorare o non essere consapevoli di un determinato evento o precisa situazione o, nel presente avvicendarsi di elucubrazioni, predeterminate parole. Innegabile l'opposizione a me movibile secondo la quale il destino di questo post non sarebbe il dover sapere già prima tutte le parole, ma il semplice fatto che questo post sarebbe stato scritto oggi e non in altri momenti. O anche, è destino che qualcuno passi 5 minuti scarsi della sua vita a leggere queste due parole su un blog a caso, e magari qualche minuto in più per cercare di darne un senso logico. Credo più che altro che non sia un evento destinabile, ma semmai estremamente pretenzioso. Pretenzioso da parte mia, che qualcuno voglia leggere le mie solite onnipresenti farneticazioni insensate, o pretenzioso da parte di chi, per l'appunto, avrebbe la certezza di trovare un fondo di verità da cui trarre esperienza. Non scrivo certo verità. Io scrivo. Ma la scrittura non era libertà di espressione del presente? Che c'entra col destino? Un libro appassionante è l'espressione scritta da un presente passato rimasto presente nel futuro stesso del suddetto passato fino al presente, e, probabilmente, sarà così anche nel futuro del presente presente. Quindi la passione delle parole non è destino, ma si proietta nel destino rimanendo fuori dall'universo temporale. Molto probabilmente, questi quattro pixel a forma di lettere svaniranno in silenzio, o rimarranno anonime come una nuvoletta al centro di una tempesta. Almeno, spero di averle comprese, anche se non ne sono proprio sicuro.

Ultima analisi: se il destino esiste, amici miei, è un gran bastardo.


August 04

Procrastinazioni, farfugliamenti e méscita di scelte

Perdere il tempo è un'arte. Concretizzare il tempo perso è illusione. Illusione dell'essere sè stessi non essendolo appieno. Perentori cambi di direzione univoca in un turbinio di sfaccettature dai colori accesi. Masse su masse di ignavi cellule nervose in un tripudio di nullafacenza e visioni futuribili del presente passato. Missioni di pace, nenie di morte, voli di angeli caduti e bracciate furiose in un mare di terra. C'è chi aspira a raggiungere l'aria e trarne un profondo respiro, c'è chi quel respiro non lo farà mai, e c'è chi non ha mai visto l'aria. Già, l'aria. Potrei dire di averla vista, l'aria; o potrei capire e far capire che l'aria non è. Tutto è selettivo, specialmente l'uomo. Siamo le storie cantate da un muto, i tramonti nuvolosi di giornate già sorte milioni di volte, manipolazione delle correnti d'acqua sgorgante dal sole, allucinazioni nella neve. Finirà, non potendo ondeggiare per ogni dove. Forse, è proprio questo il punto.

June 15

Lasciando scrivere le dita

Si cerca disperatamente una via dell'essere. Trasformazioni, aforismi, euforie e filastrocche contorte. Tutto risponde a un richiamo impreciso e indiretto. Oscilla tutto. Destra, centro, sinistre, centro destra. Niente politica, solo direzioni. Solo sapori. Solo odori. Se tutto inizia e tutto finisce, l'infinito è finito come tante altre cose. Credo sia più infinito un infinitesimo. Supposizioni. Se è giusto prendere appunti di vita sui post-it non sono certo io a poterlo giudicare. Tutto è ancora totalmente immobile e assente. Troppo veloce. Non riesco a star dietro a tanto eccesso. Uno scoglio che nasce dal fondo dell'oceano. Fine.
May 15

Nonsense

Si scrive, si scrive, si scrive. Fuori c'è pioggia e miagolìo di gatti in calore. I miei compagni di studio stasera, come sempre, sono un libro fatto di ghirigori e un quaderno che ha sicuramente passato giorni migliori. Si illumina una finestrella di msn, ma è solo Kenji. L'odissea della mia vita. Non Ken, tutto. Se poi guardiamo bene in fondo alle cose, troviamo solo il fondo no? Voglio dire, avrà un senso conoscere le virtù delle donne asiatiche di un secolo fa. Ma non me ne frega niente. So solo che fuoi piove. E non mi importa nemmeno di quello. Musica. Mi serve musica. C'è troppo silenzio. Ha smesso anche di piovere. Un tempo avrei considerato anche il singolo impatto di qualche goccia sul vetro come simpatiche notarelle atte a intonare un'allegra melodia. Non scrivo più. Ora. Dopo chissà.



Bah.
March 25

Nota esistenziale (probabilmente un SOL)

L'assenza di musica da un disco in vinile non pregiudica l'effettiva esistenza sul piano materiale del citato oggetto, nè la sua commercializzazione (con evidente scarsità di introiti commerciali), senonché ne sottolinea la conseguente e ben ovvia inutilità.

La canzone cantata da un passante che esterna le sue emozioni ponendo parole in rima ed esponendole con fare melodico fa in modo che gli unici in qualche modo a potersene beare (benché propositamente interessati) siano coloro che fiancheggiano il passo dell'improvvisato menestrello, la cui effimera contentezza così come l'effettiva esistenza velata della canzoncina svaniscono non appena girato l'angolo.

Una voce armonica le cui vocalità sono incise in un supporto, porterà sicuramente gioia a qualcuno, in qualche modo.

Un silenzio anonimo tra la folla, sostanzialmente, non ha nemmeno un'ombra verso cui voltarsi a guardare.

Strano.



December 11

Come sempre

Come sempre, quando piove, mi viene da mettermi al buio a prendermi a pugni con i miei pensieri. E vincono loro.
Come sempre, mi trovo a dover tornar di conto su qualcosa, anche non sapendo necessariamente cosa.
Come sempre, quando ho da pensare, trovo il momento magico in cui cuore, cervello e dita agiscono con un minimo di sincronia.
Come sempre, sono conscio del fatto che e parole che sto scrivendo in questo momento mi risulteranno fastidiose a leggerle in futuro.
Come sempre, mi rendo conto che ci sono mille cose da risolvere e mille modi sconosciuti per risolvere ognuna, con mille possibili finali.
Come sempre, accetto solamente la compagnia dei suoni e diffido di qualsiasi cosa respiri.
Come sempre, mi sento schiacciato da tante emozioni; e molte non sono mie.
Come sempre, vivo troppo al secondo che sto vivendo e non riesco nemmeno a supporre cosa ci potrà essere dopo il tramonto.
Come sempre, non riesco ad aver paura dei fulmini, ed è nel loro rombo che risuonano le mie urla soppresse.
Come sempre, la pioggia piange al posto mio, e io sono triste per lei che non ha motivo di esserlo.
Come sempre, e sempre come sono...io.
 
September 29

Faccia a faccia

Niente. Non riesco decisamente a mettere inunicazione i neuroni. Ho un fuso orario mentale sfasato, che non riesce a sintonizzarsi sul meridiano di qualsivoglia capitale mondiale. Insomma, biascico. Via a prendere torce e forconi e dare la caccia alla mia anima fancazzista che sta spadroneggiando, essì che ha rotto i coglioni. Troppa è la voglia di non fare un cazzo, anche di te che siccome stai leggendo qua non credo voglia fare altro. Il tempo *PUFF" sparisce. 1....2....3....4....5....e stai ancora a leggere nonostante le farneticazioni e la puntualizzazione che i secondi sono sostanzialmente già passati nell'attimo in cui li nomini. Alzati da quella sedia, muovi il culo, tu, lettore o scrittore che sia, fai qualcosa della tua vita. E ti prego, fai in modo che abbia un'utilità. Credi sia normale che uno, a 21 anni, scriva rivolgendosi a sé stesso in seconda persona? Non si tratterebbe nemmeno tanto di seconda personalità, quanto di obbiettività contro pensiero neutro (o vago); si può benissimo notare quanto beffardo possa essere il destino nel dover far perdere tempo proprio per puntualizzare l'inutilità del perdere tempo. Destino. Magari, l'unico vero destino è quello che ti si prospetta appiattendoti il culo su una sedia ed essere troppo lobotomizzati per intenderne la totale assenza di finalità. No, non è danno, il danno causa gravi disfunzioni: socialmente parlando, il danno causato da una persona non priva di ignavia non ha conseguenze per una buona percentuale. No no, qui stiamo parlando di carenza semmai, che, per mio dispiacere, potrebbe benissimo passare inosservata o rimpiazzabile. Patetico? Volutamente. C'é chi afferrerà, chi si convincerà dei miei soliti vaneggi, e non importa alla fine. Importa che sia giunto l'istante di tornare ad essere soggettivi..............alzati.
June 28

Teorema della realtà inesistente

Tutta la realtà, come da voi concepita, si basa su solide radici di esistenza. L'equazione pare semplice:

 

REALTA' = SOLIDITA' = STABILITA' = IMMUTABILITA'

 

Concetti di per loro indiscutibili, se non dal buon vecchio Einstein grazie al quale possiamo mettere in dubbio la definizione stessa di "realtà". Basandosi piuttosto sul concetto di "realtà soggettiva", anche qui le possibili sfuature meritano una degna menzione. A questo punto, è netto il poter affermare che le realtà, per quanto soggettive, godono di immutabilità. Perfetto. Ora, prendiamo in esame un soggetto maschio A, di statura medio alta, corporatura lungi dall'esser esile, e via discorrendo. Poniamo A in una situazione B, intesa come sforzo subliminale e fisico incentrato alla creazione di basi univoche atte a porre sufficiente resistenza alla pressione di una vita normale andante verso il perfetto. Ora, concepito dagli occhi di A, B in quanto realtà ha basi a prescindere da ogni ragionamento. Avendo però B una quantità "n" di fattori negativi M esponenziali che rendono instabile o, perlomeno, ne mutano le percezioni fino a darle una distorsione strutturale, si giunge alla conclusione che l'immutabilità di B viene a mancare con l'aggiunta di una singola unità M. Siccome M è una costante, allora A non può trovarsi in B in quanto B non esiste. La sostituzione di B con una qualsiasi altra unità significativa che sia C, a meno che non sia permanente, non porta a risultati soddisfacenti ai fini dell'incognita in quanto verrà ad apparire semplicemente come un sottoinsieme di B, anche se con caratteristiche profondamente differenti.

June 20

Meridiani arbitrari

Non ci credo, mi vien solo da ridere.....ridere per non prendere a cazzotti la versione materiale del globo terraqueo il cui ecosistema rende possibile la prolificazione di quella che la nostra specie intende come "vita". Analizzo scientificamente. Potrà forse essere il magnetismo dell'asse terrestre sfalsato, o un fuso orario bizzarro di per sé, ma qui in Italia è abbastanza imposibile non stare scazzati per un qualsiasi motivo e in qualsiasi momento della giornata: è arbitrario. Guardando le zanzare, anzi, ASCOLTANDO FORZATAMENTE quelle alate puttanelle succhiasangue, pare, ma dico pare, di guardare l'incarnazione delle rotture di coglioni che pressano per farti rodere il fegato un giorno si, l'altro anche (salvo eccezionali casi). Mi sento così egoista a volermi fare i cazzi miei, ma che ci posso fare...non mi ci si deve forzare, mi ci si deve accompagnare. E altrimenti ciao! Non starò certo qui ad aspettare senza far nulla. Ma che strano, pare che ogni cosa che faccia, per quanto sbagliata, sia maledettamente sbagliata e sensorialmente funesta. E allora rido. Ridete con me. Prendete una banana e agite da ebeti. W lo scazzo che ritorna, w gli abissi esistenziali e w i punti cardinali meno nord, sud e ovest. W le sensazioni a pelle, w l'alcol e i dolcetti coreani, w l'arbitrarietà in sé e a chi se la vive arbitrariamente. W le W. E wafangulo.
 
A
March 09

Formicaio

Non so quanto può volerci per capire che un atterraggio di fortuna è per pura sfortuna. Se una linea retta la si può percorrere come una curva, allora c'è da sedersi e supporre. Supporre che l'Oriente lo vedi anche guardando a ovest, e che non c'è giornata che non abbia un secondo di foschia. Si gioisce anche se separati da un corridoio, si corre fermi a guardare il mare del nord sormontato da una collina con la punta bianca. E si pensa. Si gode anche di un vento che ti taglia la faccia mentre scruti tutto quello che la percezione visiva riesce a far sua. Si scopre, come un centinaio di persone possono stare in silenzio senza guardarsi nemmeno. Lì, tra tetti dorati e case che sfiorano irriverentemente il cielo; mondi capovolti che si accompagnano. Mangiare il cibo con due dita e portarlo con te per tanto, che dà peso al tuo respiro, senza nemmeno pensare a cosa sarebbe potuto essere, anche se ormai cosa importerebbe? Raggi laser bruciano la retina mentre cammini tra gli spettri di anni di storia, sempre più nuovi man mano che il tempo scorre. Tra fumi di carrozze e polvere, flatulenze d'asfalto e di cosa ne abita il sottosuolo, l'aria ha sempre una piccola magia. Cos'è Pechino? E' odore? E' rumore? E' apatìa? Forse è semplicemente Pechino. E per tante piccoli insetti àfoni è un universo. Ed è così credo. Non me ne vogliano gli altri, ma immagino che al momento la realtà ci veda solamente come tante formiche mute che fanno provviste per l'inverno.
January 07

T.I.C. (Tipico Intervento di Capodanno)

Immancabile appuntamento con il requiem dell'anno appena (più o meno) trascorso. 2007: che mi hai lasciato? La mia bocca preferisce rimanere serrata. E' più l'odore nauseabondo di buona parte di quei 365 giorni passati così lentamente nella loro fretta continua a perseguitarmi. Capodanno triste e allegro, ma sicuramente pieno di speranze; tanta voglia di cambiare e vivere in maniera uguale ma superiore. Piccoli colpi d'occhio a quanto euforia e solitudine tendano a stare penosamente male insieme, ma la sorte è beffarda e ogni tanto pare dimostrarsi un tantinello più puttana di quanto non la si epìteti in qualsivoglia disdicevole circostanza. Passato anche questo, rendendomi partecipe per la ventesima volta di auguri di una via iridata da percorrere, che si staglia da ponte su una melma che conosco fin troppo (e chi più di me) e dove gradirei non porvi sguardo e passare oltre. Ed ecco qui, ad autocommiserarmi come al solito, in cerca del giusto gradino.
 
Ho riso quando voi avete riso, abbiamo condiviso tanti abbracci e figure di merda, abbiamo accettato con gioia la semplice e totalmente arbitraria (nonché folle) idea di prenderci a padellate in testa, e per questo non posso che ringraziare chi ha fatto di tutto per urlare ai miei tessi decibel durante queste vacanza. Per questo e per tanto altro, meritate davvero che io vi chiami "amici", nel desiderio che anche io abbia la valenza di tale legame per voi.
 
Per chi altri ha poi, almeno per un istante, volto un pensiero buono e chissà che altro verso di me, sappia che, anche se con la testa o col credito telefonico ero altrove, ho sempre apprezzato e ricambiato.
 
Buone feste allora, per tutte quelle che sono passate e avete trascorso facendomi fare capolino da un piccolo angolo di cuore o facendomi tuffare da una lacrima.
 
Il mio augurio, quest'anno, è la speranza che ogni stella in cielo vi doni 2008 sogni meravigliosi.
 
 
Con affetto
 
A
November 24

Riflessioni parallele

Un attimo di riflessione; che sia uno e non di più, in quanto il primo a tediarsi sarei io stesso. Ma un istante di
concentrazione necessita di un fuoco, un punto dove concentrare un ipotetico sguardo.  Felicità. Merce rara,
posseduta da tutti, eppure di cui tutti sono alla continua ricerca. Perché? La felicità è qualcosa capace di
distorcere semplici visioni. Fa si che persino il pessimismo sia una pura concezione astratta e non un dato reale;
così come permette al realismo di assumere caratteri metafisici e alle più pure fantasie di concretizzarsi in pura
materia. Impossibile da prevedere, eppure attesa; falsa e veritiera; portatrice di lacrime e ostentatrice di
sorrisi; bramata e odiata. Cos'è? In alcuni momenti della vita di un essere umano, pare quasi imporsi quale
sentimento (se così è definibile) dominante nell'insieme: ed è proprio questo spadroneggiare che la rende così unica
e spaventosa. Chi è felice vede un mondo roseo la cui buona parte lo guarda da un nero terrorizzante, glaciale. Con
la figura di un Tao completamente bianco, viene da domandarsi come sia possibile che l'equilibrio non ne venga
minato in modo totalmente arbitrario. Ma ecco che tutto scorre, laddove anche un cubo rotola su un piano dritto.
Pare non vi sia luce più luminosa, e questa è l'unica certezza nella stessa incertezza. E' tutto così innaturale da
raggiungere la perfezione, ma ciò che è perfetto contiene in sé il germe del proprio contrario, come ogni cosa,
nascosto; un peggio, credo, volutamente accantonato nelle supposizioni della coscienza propria di noi esseri
senzienti. Allora, è così infallibile ed eterna la felicità?
November 14

Voglia di...

Uff...ho sonno, ma non ho voglia di dormire. Sto giù, ma non ho voglia di deprimermi. Sono serio, ma non ho voglia di non sparare cazzate. Ogni tanto ci vuole. Quanta nostalgia per i primi interventi su questo blog, così...così.......inutili! Perché è così bello quando non c'hai da pensare a niente? Troppi pensieri, poco ossigeno al cervello, poco svago per i neuroni compressi nel loro numero limitato. Da plafoniere a castori, decisamente poche ragazze e criceti da queste parti (attenzione, citazione! Chi indovina vince una mutanda), ma tutto va. Roma stasera? Un deserto, 4 macchine, autobus vuoti: o almeno era così a guardarli da dentro...certo, poi sono punti di vista. Sempre meglio che stare a guardare pile di carta colorata e a chiedersi "Ma domani c'ho da svegliarmi?". Non sò, tutto è così bidimensionale e puzza di rafano e rosmarino. Ma prendiamo per esempio un castagno: è lì, da solo, vuole solo che nessuno gli rompa le palle. E quindi lasciamolo stare. Voglio e non voglio, conto i batuffoli di polvere sul pavimento, li numero, apro le finestre e faccio a gara a chi esce prima dalla stanza, parecchi incidenti nella curva sotto al letto. In molti credono che io sia folle, forse sono semplicemente matto, ma magari sono più che pazzo, o in realtà sono completamente scemo. Sbagliato. Lieto di essere miracolosamente me stesso per una volta in tutto un anno sabbatico (in attesa della dommenica). C'è chi viene dal futuro a cavallo di buchi neri a forma di ciambella, e chi invece torna nel futuro con una macchina da scrivere futuribile ma antiquata e saluta prima di guardarsi negli occhi e sostenere un "ohibò" dalle misteriose vibrazioni cosmiche. Ma viviamocelo sto presente, ricco di sfumature scarlatte e tendenti al lilla, vorace di futuribilità esponenziali in modo radente e non sia mai detto radicale, degno di rìvoli di rivolte roventi verso roveri rari e remi di rami sui navigli di Rimini. Spazio alla follia, w la w per dire w: tutti a saltare e a ballare, ad agitare come ossessi ampolle vuote di grappa di campiglio. Un saluto anche ai tappi, che siamo di sughero o Abruzzesi: io ne ho uno per ogni tipologia in casa, quindi mi sono sentito in dovere. Boicottiamo Harry Potter: facciamo che si sbaglia a fare una pozione e gli cade una palla, così hanno davvero tutti un validissimo motivo per coglionarlo, anche i fan(cazzisti). Che sonno, ma possibile che state ancora qua? Bla bla bla bla bla, critiche, sempre critiche....Uno ogni tanto può anche avere voglia di cazzeggiare...
September 21

Seconda uscita a sinistra, poi lì chiedi

Trovare la direzione. Sarebbe forse tutta questa utopia? No, niente di fisico, non sono così venale con le parole...trovare una direzione per quella cosa che viene chiamata emozione, è possibile? Si, credo sia uno dei miei soliti deliri di onniscienza. E si, è anche un'altro fascio di nervi che mi fa muovere le mani. Ci si altalena tra felicità e depressione con una tale facilità da essere debilitante; e le altalene si sa, più ci dondoli più tempo stanno per tornare al centro. Male. Fa male provare certe cose, e saperne altre. Certezze che crollano come castelli di sabbia con l'alta marea, menzogne create dal tuo riflesso nello specchio, lo stesso che è lì, ogni mattina, e ti guarda e ti giudica. Ti fa pesare ogni giorno quanto tu abbia sempre una faccia di merda. Ah! Ci sputo sui giudizi. Ci si stanca di stare soli in una stanza a discuterne con gli sconosciuti di sempre, pronti a non parlare e farti male: la luna che alza il mare verso la spiaggia. Basta, è tardi e io voglio rimanere sveglio. E che nessuno mi indichi l'uscita, un cartello lo troverò prima o poi...
 
 
Ecco, solito delirio....non posso manco dire che è un mondo di merda perché alla fine non m'ha fatto niente...non avevo nemmeno molto da scrivere...penso che a giorni cancellerò questo intervento, quindi slurpatevelo finché potete. Bai bai!
July 17

Sfogo

E ancora una volta eccomi qua, a guardare quel picco di esasperazione da molto, molto vicino. Lo guardo con gli occhi sgranati, il respiro pesante e le mani nervose. Crollo, forse a seguire la voglia di far tutto che è crollata prima di me, o magari si sta ancora sgretolando, ma non si ferma. E'...assordante! Mi fanno male le orecchie, e io non posso reagire come vorrei. Mi manca il terreno da sotto i piedi, ma io non posso fare altro che rimettermi in piedi e provare a camminare. Niente mi tiene a terra, non voglio fermarmi: è stupido e senza senso. Testa sulle spalle, fardelli immaginari e non, tutto grava su un ginocchio dolorante da perdente. Non so cosa pensare, dove andare. Trattengo a stento un urlo, provo astio verso le vibrazioni afone delle mie corde vocali, e mi innervosice L'IMMAGINE CHE HO QUANDO MI GUARDO ALLO SPECCHIO! Prendere, alzarsi, far fagotto e abbandonare una vita che ormai mi appartiene, e a cui ho scoperto di voler bene. Ma mantengo quelle due parole che ho detto: andrò via quando è stato deciso, non prima, non dopo. Combatto i sensi di colpa, perché un bambino mi dice ancora che prendersela con gli altri è solo una scusa bècera per non affrontare le proprie debolezze. E per quanto io possa odiare le frasi fatte...
 
Scusate.
 
A.
May 06

Notte chiara

Nemmeno io ho idea di dove trovi la voglia e la forza di scrivere a quest'ora. Parole dette a palpebre cadenti, pensieri sconnessi che si incrociano con le mie dita stanche. E' stata sostanzialmente una notte...strana. Il sonno cancella molto purtroppo: ma rimagono nelle orecchie quelle due frasi scambiate a buffo aspettando un autobus per chissà quanto. Un viaggio corto, forse 30, 40 minuti. Ero li seduto, ma non dormivo. Mi accarezzavo una guancia, non credevo fosse la mia, sembrava addormentata, al sicuro nel suo letto, a chissà quanta distanza da me. Questa notte, chiara come poche altre, con la luna che giocava a nascondino con le stelle, fra mille nuvole surreali. Stanotte, in qualche modo, ho vegliato su di te, di sicuro ignara e beata tra due guanciali. Temo di essermi alfine perso: tra milioni, non so se ci riuscirò mai, ma almeno cercherò di raggiungere i tuoi sogni...
April 28

Lettera

 
Ammetto. Ammetto, stavolta come tante, di essere colpevole; Colpevole di avere l'arroganza di cercarti in mezzo a
milioni. Colpevole, colpevole di essere troppo pretenzioso. No, non mi basta essere uno dei tanti. Desidero; voglio
essere io quella mano che ti accarezza la guancia asciugandoti una lacrima; voglio essere io quella lacrima, che in
sé racchiude chilometri di lontananza; voglio essere con te ogni ora, invisibile. Guardarti dormire, seduto al tuo
fianco, in silenzio; accarezzarti i capelli, accompagnare il tuo respiro con il mio; sentirti il cuore e cullarti
tra le mie ciglia. Sorridere alla tua mano che ti si posa sul collo, illuminarmi prima che venga l'alba, sognare da
sveglio. Sapere che quando hai riso prima di addormentarti pensavi a me, e che al tuo risveglio ti vedrò ancora
sorridente. Voglio morire ad ognuno dei tuoi sorrisi, perché non ci può essere altra vetta più alta da raggiungere.
Voglio essere tutto questo e nulla di ciò. Attendo quel giorno in cui lascerai che afferri la tua mano, e che alfine
sia io a capire davvero. Fino ad allora continuerò ad essere solo un fantasma tra mille, anche se il mio bene per te
rimarrà immutato...

Con affetto,
A
 
April 24

Quando giocano musica e parole...

Oggi ho deciso...ho deciso di mettermi davanti al pc e lasciare che la musica vada. Io sarò solo uno strumento:
lascerò che ogni brivido e ogni lacrima diventi una frase, un sentimento. Tutto questo lo scriverò, senza tagli,
senza correzioni. Come viene viene, e non so cosa ne potrà uscire...cominciamo!
 

(Ennio Morricone - Canone Inverso)
 
Certe volte ci si ritrova. Li, solo, davanti allo specchio. Incrociare lo sguardo con un'ombra. Non la si conosce,
tra le sue nette sfumature. Ti compatisce, ti scruta. I suoi giudizi sono lame che entrano glaciali nel cuore. Occhi
di compassionevole terrore, esprimono parole che forse nessuno ha mai solo pensato di scrivere. Lacrime. Gocce
salate che sgorgano da uno sguardo vacuo. Sapore caldo, di quelle impressioni ormai quotidiane. Nelle orecchie un
silenzio assordante: insopportabile. Si finisce per credersi pazzi, con uno sconosciuto sofferente che ti giudica e
piange davanti a te...
 

(Mozart - Requiem)
 
Alzare la testa, guardarsi intorno. Un minuscolo e lento sobbalzo. Guardarsi le mani, rendersi conto della mutazione
che sta avvenendo. Cominciare ad avere qualcosa. Dapprima un brivido. Poi eccola, è lei...inquietudine...paura. No,
già sentita. Li a parlare come vecchi amici, nessuno può fare a meno dell'altro, e tutto diventa quasi un gioco.
Schiena dritta, lo sguardo diventa fiero, coscenzioso di non temere l'avanzata. Tornano ricordi e comincia la lotta
con sé stessi. Rabbia. Tendere le braccia per tenerli lontani, agitarle come per non lasciar avvicinare uno stormo
di corvi. Uscirne vincitore. Ma si è davvero vinto? Certe volte si ricade nelle proprie insicurezze...e si pensa al
vuoto...Chi sono io per lasciarmi cadere così? Svegliarsi, stringere i pugni e i denti, volare liberi e tronfi,
sempre più in alto. Volare parallelo ad un muro, veloci, il vento in faccia. Il mio obbiettivo le nuvole, lontane,
ma ma i così vicina. Sono li, le tocco con i sogni, a portata di piuma!!!....pioggia, mi appesantisco, cado...No.
Risorgere. La morte è apparente, non mi arrendo. Le mani sorreggono il mio peso. Sforzo doloroso, non posso
lasciarmi scappare nulla. Una gamba, l'altra, sono di nuovo in piedi. Alzare la schiena, guardare in alto. Ogni
goccia di pioggia è come una pietra. E' bello vedere, li, in lontananza, il primo raggio di sole fendere l'oscurità
di quelle nubi piovose e tuonanti. Ormai sono dritto sulle mie gambe. non posso volare. Comincio a scalare, non mi
importa. Il muro mi aiuta, io non rimarrò a terra. Le mani sanguinanti, le gambe doloranti, ma continuo a salire.
Li, davanti a me, il sole mi chiama come fosse una sirena. O sono io a lasciarmi chiamare? Non importa, tanto non mi
sono mai sentito così leggero. Ogni centimetro che mi separa da terra emette una nota. Che melodia....
 

(Jeff Buckley - Hallelujah)
 
Guardo il soffitto, steso, da solo, su un letto...ci sono immagini che ho già visto. Momenti che non hanno bisogno
di essere impressi su di un video per starmi davanti agli occhi. La bellezza di un amore andato, anche mai vissuto.
La liberazione di un pianto nato dal nulla. Piango davvero adesso. Capita che un sorriso poi venga da solo,
immaginare quei momenti passati ridendo, giocando come non mai. Niente mi spaventava. Ricordate, amici miei?
Eravamo noi, i nostri cuori da soli. Non ci serviva nulla. Era....bello.Non sono brutti ricordi ad angosciarmi, ma
risate che forse andranno perdute: mi rendono triste, ogni lacrima non è mai stata così sentita, ma ci sono cose che
io non mi sento di dimenticare. Sono li, nei miei giorni, sempre più marcate. Vi voglio bene, io sono sempre li ad
aspettarvi per giocare...voglio essere li, per sempre......
 
 
Avrei voluto scrivere tante altre cose oggi: tante canzoni portate in parole, lasciate scrivere da ciò che ho
veramente dentro. oggi mi sono lasciato davvero andare, ma non ho la forza di continuare. Piango col sorriso, ed è
una cosa che non facevo da tanto. Sono contento. Spero di essere riuscito a trasmettervi quelle piccole grandi
emozioni che ho provato nell'ultima mezz'ora. E per chi davvero mi conosce e mi vuole bene per questo, sappiate che
nel mio cuore ognuno di voi resterà per sempre. Tante volte farò lo scorbutico, lo stronzo...sarete voi a decidere,
comunque sia io però porterò con me solo quelle cose che mi faranno sorridere anche sotto fiumi di lacrime.
Grazie.....amici miei, vi voglio bene.
April 16

NMI: Natura Maschile Interdetta

L'uomo è tonto. Basta cazzate, si parla chiaro: l'uomo di per sé è carciofo. Ora, onestamente, cosa vuol dire "atteggiamento ovvio"?! Ovvio di che!? Ovvio per te, è ovvio, ma ovviamente non ovvio per me e per come mi è ovvia un'ovvietà, ovvia o meno che sia, nei riguardi di una cosa ovvia. Mi metto in mostra, sono colpevole: capire una verità mi è ignoto. Interpreto gesti, suoni e colori come i miei sensi li percepiscono. Come? I sensi sono miei? Miei di me medesimo? Allora ovvio che capisco a mio vantaggio, che mi importa. Sono tonto perché mi lascio prendere dalla situazione, e probabilmente la situazione manco mi guarda in quel momento. Chi l'avrebbe detto che col tempo quasi ci godo a farmi male? Tante risate per nulla? O tanto nulla da far ridere? Davvero dovrei credere di avere tante personalità? Tu che dici? Mah, io dico che non mi pare possibile...neanche io. Quindi, mi pare di capire che io crediamo in un'unità indistinta distinguibile tra multiple unità indistinguibilmente uniche. Pazzia? Se solamente simulassimo simili stolte sinossi, saremmo sommersi sotto solidi sentieri sistematici sorvolando su soliti simulacri statici. Sissignore. L'uomo è scemo. Io sono uomo.
April 01

Canone Inverso

L'amore di due persone caratterialmente uguali è effimero. Due spiriti provenienti da due direzioni opposte, ma tra loro molto simili, quasi a sembrare l'uno l'opposto dell'altro. Hanno tratti che ne danno lievi somiglianze, o magari perfette assonanze. Si accompagnano, paralleli, facendo vibrare le corde di una melodia scorrevole ed estasiante, fino a quel momento in cui si troveranno al centro dello spartito, e insieme suoneranno la stessa nota. E quella nota di solito è la più lunga, e porta con se un numero infinito di emozioni. Ma finita, comincia un nuovo cammino, nuovamente parallelo, diretto alla fine. Un perfetto canone inverso.

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March 27

Cecità

Passo una serata da solo con i miei castellli. Li ho progettati, creati, vissuti, ma continuano a non esistere. Mi hanno accusato di avere gli occhi tristi: è infondato, perché non sono loro ad esserlo, bensì il mio sguardo. C'è, è grande, la differenza tra occhi e sguardo. Gli occhi sono quelli che qualcuno nota di sfuggita, forse, se mi incrocia per strada. Gli occhi sono quelli che distillano le mie lacrime, che guardano una facciata esteriore del mondo ipocrita e priva di altre verità, che abbasso quando voglio nascondermi. E' lo sguardo a possedere realmente ciò che è considerato "vista". Uno sguardo è invisibile al mondo, osserva l'irrealtà della realtà, percepisce a occhi spalancati o a palpebre serrate. Non un concetto assurdo, quanto un'estensione del proprio cuore. Comunque, laddove un occhio "fisico" può vedere, anche se sfocatamente o distorto, lo sguardo ha molti angoli ciechi. Lo sguardo non ha quella discutibile percezione definita, ma muta irrimediabilmente: nella sua traiettoria, però, è capace di mirabili capolavori. Un cieco potrebbe descrivere un tramonto quando il tepore del crepuscolo incontra la sua pelle e farlo rivivere a qualcuno che vede solo luce rossa e un sole cadente. Lo sguardo è, quindi, lo specchio di un'anima, o almeno questo risulterebbe da tante e tante parole buttate. Solita frase fatta? Sarà, ma almeno è un motivo per spiegare che per piangere non è necessario versare lacrime....a volte.
March 24

Daniela

Io te l'avevo detto che l'avrei fatto, non sono mica uno che le cose le dice tanto per, figuriamoci riguardo ad una cosa a cui tengo. E' l'una di notte passata, sono tornato adesso a casa. Ci credi? Ho passato l'ultima ora a pensare a due parole da buttare li per te, ma ora come mai sono convinto di doverle scrivere così come il mio cervello le tira fuori. A dire il vero non ho idea del perché io stia scrivendo, sostanzialmente non ha senso. Lo faccio e basta, forse un pò lo voglio, molto più probabilmente solo perché l'hai chiesto tu: mi hai detto: "Sono civettuola"...perché ogni volta che ti penso mi viene in mente il tuo sorriso? Non credo sia falso, non uno così bello; l'ho visto solo su uno schermo, è vero, ma un uomo può mettersi a piangere anche vedendo un quadro, quindi non mi sembra di fare nulla di sciocco nell'essere felice pensando al tuo viso. Può darsi che siano solo pensieri infantili i miei: il voler vederti dal vivo, scoprire che non sei falsa e nello steso tempo farti capire che sono io ad essere reale, vedere da vicino quella piccola ruga che ti viene quando ridi, parlarti rimanendo lontano da una fredda tastiera...Sta a te leggere questa "lettera", giudicarla a tuo completo discapito, deridere quello che tu potresti definire come contenuto patetico, o magari arrossire ad ogni parola. Sono pensieri scritti a cuore aperto, nulla altro da aggiungere, tranne...un bacio
 
 
 
Andrea
March 22

Saluti e baci

Quanto quanto tempo dal mio ultimo intervento...aggiornamento! Ok, di nuovo non c'è nulla di nulla, come al solito non sto vivendo come vorrei e questo mi disturba oltremodo. Dopo qualche spiraglio di luce e cadute nell'oscurità estrema, eccomi ancora altalenante tra bene e male. Ma tutto sommato ci si abitua, i momenti di apatia non mancano mai. E niente, era solo un rapido aggiornamento sulla situazion...si, si, vabbé, dite che non ve ne frega nulla, ma se state leggendo un motivo c'è! ^^
Salutiamo! Salutiamo chi ci viene in mente! Allora....saluto il vero me stesso che è da un pò che non si fa vedere; saluto i miei coinquilini Antonio e Simone che portano a casa i palloncini con l'elio e il resto lo si può solo immaginare; saluto Valerio, Maurilio e (non-andare-mai-più-alla-stazione) Agostino, perché ogni tanto in webcam si fanno vedere; a sto punto saluto pure Antonio Flore, anche se non si fa mai sentire...giovane, sò sempre 14 anni che ci conosciamo no?; saluto il gruppetto di Potenza perché si; saluto Danila, anche se rompe con l'imitazione di Borat; saluto Pietro e Alessandro, perché" 茉莉花" è "茉莉花"; saluto Annaboffa ché è la sorellona di tutti; saluto il sorriso di Linda che ultimamente s'è perso e saluto in tema anche parte del cervello del Tola (su su Gabrié, si fa per ridere); saluto ANTON!!! Fraté, senza di te il cazzeggio non esiste!; saluto Mariagiovanna, perché ha il cucciolo più bello del mondo e si addice alla padrona; e alla fine saluto Daniela, e la ringrazio di avermi regalato il sorriso più luminoso e dolce che abbia mai visto, e che ultimamente mi ha dato quel conforto che cercavo da tanto. Finiti i ringraziamenti, torno alle mie faccende...rimanete sintonizzati! ^^
February 26

Doccia

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Non si dovrebbe vedere come una routine una doccia, può essere uno dei momenti più belli in assoluto. Li, in piedi, a guardare in alto con gli occhi chiusi. L'acqua stessa ti ignora, lei pensa a scorrerti addosso, trasparente e calda. Felice di avere i capelli bagnati, conscio di non avere nulla che ti mette fretta. Abassi lo sguardo e ti sembra quasi di vedere le tue ansie e i tuoi odi scorrerre giu per quello scarico, e menti a te stesso dicendoti che non le rivedrai più, ma stai bene e, per una volta, non ti sentirai in colpa per aver omesso una verità ovvia. L'acqua si chiude, rimani da solo col tuo respiro e le ultime gocce sul tuo corpo, circondato da un nulla che tu stesso hai creato; e hai tanta voglia di riaprire quel rubinetto, e stare li ancora a lungo...poi ti svegli, ma torni tiepido nel fuoco della tua realtà che ora sembra di ghiaccio per quanto tu la vedi ancora estranea...e in fondo ancora sogni..................

 

 
 

February 18

Pioggia in Sol Maggiore

"Penso che la pioggia sia sottovalutata...è bello, starsene li, nella penombra, e ascoltare l'una dopo l'altra ogni singola goccia battere sul vetro della finestra. Dopo un pò si potrebbe addirittura cominciare a distinguerle, e ad ogni colpo avresti il tempo di sognare una di quelle gocce prima che un'altra tocchi terra. E già, perché ogni goccia, per quanto piccola, porta con se una storia. Quell'incessante ticchettare sull'asfalto sembra quasi un'orchestra, e quest'orchestra la senti suonare note di vita. Ottave, scale, tutto in un'armonia innaturalmente bella. Piove, qui fuori. C'é quindi una musica, che in questi minuti mi sta accompagnando, che fiancheggia queste mie parole: un'unica melodia composta da milioni di strumenti, solo per le orecchie di chi sa o semplicemente vuole ascoltarla. E ognuno la sentirà come la vuole sentire, perché l'acqua è capace di prendere la forma dei sogni di chi l'assapora...."

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